23/11/08 BARATTO SOLIDALE

Date: domenica, 16 novembre 2008
Time: 11:14
In: solidarietĂ , comunicato, evento, presidio

Dopo i fatti accaduti alla fiera di Avigliana Valsusantirazzista organizza x le ore 15 in piazza del popolo un pomeriggio di baratto solidale..porta anche tu quello che vuoi barattare

Baratto solidale 23-11-2008


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EPISODIO INTOLLERABILE

Date: venerdì, 14 novembre 2008
Time: 18:49
In: repressione, solidarietĂ , comunicato

Chi ha ketto Luna Nuova avrà preso coscienza di ciò che è successo domenica alla fiera di Avigliana.
Alcuni uomini (qualcuno mi ha detto che erano carabinieri in borghese, qualcuno che erano persone qualsiasi) hanno aggredito alcuni ragazzi neri, gli aggressori hanno inseguito e preso dei venditori di borsette, trattenedoli e malmenandoli; hanno preso a calci la loro mercanzia, poi eccitati e soddisfatti sono rimasti ad aspettare commentando tra loro l'impresa.

I fatti accaduti sono gravissimi e non devono succedere mai più.
Chi c'era o riesce a contattare dei testimoni faccia sapere, servono altre testimonianze.

Spazio sociale Takuma


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Aperitivo antirazzista ad Avigliana

Date: sabato, 27 settembre 2008
Time: 10:09
In: musica, evento

Aperitivo antirazzista 1-10-2008Mercoledì 1/10/2008 alla zanzara di Avigliana dalle 19:00 aperitivo benefit a seguire musica con il dj Bunna (cantante degli Africa Unite)
Organizza: ValsusAntirazzista


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proiezone films a orbassano

Date: venerdì, 26 settembre 2008
Time: 16:32
In: comunicato, evento

dalle ore 20.30 di giovedì 25/9 a orbassano presso il centro culturale di via dei mulini proiezione nazirock e camicie verdi. per info indymedia piemonte


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L'assedio

Date: martedì, 09 settembre 2008
Time: 19:43
In:

6 settembre. Seconda battuta di caccia all'Alpino, sabato mattina a
Porta Palazzo. Un gruppetto di antimilitaristi, non molto numeroso, ma
a dire il vero più nutrito di quello del giorno prima (si sarà sparsa
la voce che il divertimento è garantito?) sorprende una pattuglia
grigio-verde dentro un bar di corso Regina e comincia un assedio molto
più lungo di un qualsiasi caffè lungo, attirando rumorosamente
l'attenzione dei passanti sull'occupazione militare di Torino e sulle
torture commesse all'estero dai "nostri ragazzi". Dopo diversi minuti
di incertezza e di imbarazzo, con il prezioso conforto della polizia
politica giunta sul posto, il plotoncino rompe gli indugi e decide una
sortita, per continuare la sua ronda tra le bancarelle del mercato.
Gli antimilitaristi li seguono a ruota, facendo il solito baccano,
fino a quando per gli Alpini non è ora di ritirarsi in questura per il
rancio.

Ascolta la diretta da Porta Palazzo a Radio Blackout.
http://www.autistici.org/macerie/?p=9645#more-9645


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Una Bolzaneto rom a Bussolengo [Vr]

Date:
Time: 19:42
In:

[9 Settembre 2008]

Si erano fermati fuori del paese, vicino Verona, solo per mangiare. Sono stati picchiati, sequestrati e torturati dai carabinieri per ore. La loro testimonianza

Venerdì 5 settembre 2008, ore 12. Tre famiglie parcheggiano le roulotte nel piazzale delle giostre a Bussolengo [Verona]. Le famiglie sono formate da Angelo e Sonia Campos con i loro cinque figli [quattro minorenni], dal figlio maggiorenne della coppia con la moglie e altri due minori, infine dal cognato Cristian Udorich con la sua compagna e i loro tre bambini. Tra le roulotte parcheggiate c’è già quella di Denis Rossetto, un loro amico. Sono tutti cittadini italiani di origine rom.

Quello che accade dopo lo racconta Cristian, che ha trentotto anni ed è nato a San Giovanni Valdarno [Arezzo]. Cristian vive a Busto Arsizio [Varese] ed è un predicatore evangelista tra le comunità rom e sinte della Lombardia. Abbiamo parlato al telefono con lui grazie all’aiuto di Sergio Suffer dell’associazione Nevo Gipen [Nuova vita] di Brescia, che aderisce alla rete nazionale «Federazione rom e sinti insieme».
«Stavamo preparando il pranzo, ed è arrivata una pattuglia di vigili urbani – racconta Cristian – per dirci di sgomberare entro un paio di ore. Abbiamo risposto che avremmo mangiato e che saremmo subito ripartiti. Dopo alcuni minuti arrivano due carabinieri. Ci dicono di sgomberare subito. Mio cognato chiede se quella era una minaccia. Poi cominciano a picchiarci, minorenni compresi».

La voce si incrina per l’emozione: «Hanno subito tentato di ammanettare Angelo – prosegue Cristian – Mia sorella, sconvolta, ha cominciato a chiedere aiuto urlando ‘non abbiamo fatto nulla’. Il carabiniere più basso ha cominciato allora a picchiare in testa mia sorella con pugni e calci fino a farla sanguinare. I bambini si sono messi a piangere. È intervenuto per difenderci anche Denis. ‘Stai zitta puttana’, ha urlato più volte uno dei carabinieri a mia figlia di nove anni. E mentre dicevano a me di farla stare zitta ‘altrimenti l’ammazziamo di botte’ mi hanno riempito di calci. A Marco, il figlio di nove anni di mia sorella, hanno spezzato tre denti… Subito dopo sono arrivate altre pattuglie: tra loro un uomo in borghese, alto circa un metro e settanta, calvo: lo chiamavano maresciallo. Sono riuscito a prendere il mio telefono, ricordo bene l’ora, le 14,05, e ho chiamato il 113 chiedendo disperato all’operatore di aiutarci perché alcuni carabinieri ci stavano picchiando. Con violenza mi hanno strappato il telefono e lo hanno spaccato. Angelo è riuscito a scappare. È stato fermato e arrestato, prima che riuscisse ad arrivare in questura. Io e la mia compagna, insieme a mia sorella, Angelo e due dei loro figli, di sedici e diciassette anni, siamo stati portati nella caserma di Bussolengo dei carabinieri».
«Appena siamo entrati,erano circa le due – dice Cristian – hanno chiuso le porte e le finestre. Ci hanno ammanettati e fatti sdraiare per terra. Oltre ai calci e i pugni, hanno cominciato a usare il manganello, anche sul volto… Mia sorella e i ragazzi perdevano molto sangue. Uno dei carabinieri ha urlato alla mia compagna: ‘Mettiti in ginocchio e pulisci quel sangue bastardo’. Ho implorato che si fermassero, dicevo che sono un predicatore evangelista, mi hanno colpito con il manganello incrinandomi una costola e hanno urlato alla mia compagna ‘Devi dire, io sono una puttana’, cosa che lei, piangendo, ha fatto più volte».

Continua il racconto Giorgio, che ha diciassette anni ed è uno dei figli di Angelo: «Un carabiniere ha immobilizzato me e mio fratello Michele, sedici anni. Hanno portato una bacinella grande, con cinque-sei litri di acqua. Ogni dieci minuti, per almeno un’ora, ci hanno immerso completamente la testa nel secchio per quindici secondi. Uno dei carabiniere in borghese ha filmato la scena con il telefonino. Poi un altro si è denudato e ha detto ‘fammi un bocchino’».
Alle 19 circa, dopo cinque ore, finisce l’incubo e tutti vengono rilasciati, tranne Angelo e Sonia Campos e Denis Rossetto, accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Giorgio e Michele, prima di essere rilasciati, sono trasferiti alla caserma di Peschiera del Grada per rilasciare le impronte. Cristian con la compagna e i ragazzi vanno a farsi medicare all’ospedale di Desenzano [Brescia].

Sabato mattina la prima udienza per direttissima contro i tre «accusati», che avevano evidenti difficoltà a camminare per le violenze. «Con molti familiari e amici siamo andati al tribunale di Verona – dice ancora Cristian – L’avvocato ci ha detto che potrebbero restare nel carcere di Verona per tre anni». Nel fine settimana la notizia appare su alcuni siti, in particolare Sucardrom.blogspot.com. La stampa nazionale e locale non scrive nulla, salvo l’Arena di Verona. La Camera del lavoro di Brescia e quella di Verona, hanno messo a disposizione alcuni avvocati per sostenere il lavoro di Nevo Gipen.


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SOLIDARIETA'

Date: venerdì, 05 settembre 2008
Time: 19:43
In: repressione, solidarietĂ , comunicato, evento, presidio

Giovedì 11/09 2008
ad Orbassano in piazza dei Caduti
dalle ore 18.30
si terrà un presidio contro la represione e per la libertà di dissentire.
Scenderemo in piazza per denunciare il fatto che un compagno dell'ereticollettivo e dell'assemblea antirazzista torinese è stato denunciato e multato pesantemente per dei volantini.
qualche giorno fa infatti mentre volantinava nel suo quartiere ***** è stato avvicinato da una volante che senza tanti complimenti lo ha trascinato in commissariato e trattenuto sotto minaccia di arresto 4 ore con apprezzamenti poco consoni alla situazione del tipo "adesso ti mandiamo in cina per farti vedere la libertà di informazione".
Rilasciato è stato denunciato per "oltraggio a corpo politico amministrativo e giudiziario" per il contenuto dei volantini che sostenevano che "la polizia ha picchiato dentro il cpt".
Denunciare ad alta voce le violenze della polizia evidentemente costituisce reato.
Noi non ci stiamo e chiediamo l'immediato ritiro di questa intimidazione, chiediamo l'assoluta libertà di manifestare il nostro dissenso in tutte le forme consentite, chiediamo che non venga sempre strumentalmente chiusa la bocca a chi tutti i giorni si muove contro tav, razzismo e oppressione.
Questa è una denuncia politica ed è con un'iniziativa di piazza pacifica ma altrettanto politica che vogliamo rispondere.
LA LIBERTA' DI DISSENTIRE NON SI TOCCA
I/le compagni/e dell'ereticollettivo di orbassano
durante la serata verranno raccolti fondi benefit multe e spese legali.


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Date:
Time: 19:33
In: evento


Vi chiediamo di partecipare e diffondere la notizia degli eventi organizzati dall'Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria di Cinisi e dal Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo che si svolgeranno l'11 e il 12 settembre 2008 nello spazio antistante alla Pizzeria Impastato sita sulla SS113 al km 288,800, Contrada Vallecera-Cinisi.
 
 

"EMERGENZA NAZIONALE"

contro il fascismo e la politica mafiosa

 

 

  

La "minaccia" costituita dai flussi di migrazione pare non dare riposo al nuovo governo, che ne approfitta per applicare provvedimenti fascisti e incoraggiare la diffusione di comportamenti e idee razziste.

Si moltiplicano le aggressioni e gli abusi di potere nei confronti degli immigrati, condotti anche da uomini in divisa, che calpestano prima dei diritti altrui la propria coscienza civile.

E a che punto sono le analisi e la lotta contro le mafie? Sono delle emergenze delittuose, controllabili con gli arresti di boss e gregari, o sempre più fenomeni radicati in un contesto sociale e politico quanto mai ospitale, in Sicilia, nelle regioni meridionali e nell'intero Paese? Da cosa nascono il potere e il consenso di Berlusconi e di molti altri, più o meno coinvolti in rapporti con le mafie?
Chi ci guadagna nell'attuale gestione del "Piano sicurezza", speculando sulla paura gonfiata degli Italiani e le necessità di chi fugge per paura e disperazione dalla propria terra?

Tutto lascia pensare che  la giustizia, nei piani piduisti di chi governa, dovrà essere un'arma di controllo, puntata contro i più deboli, i dissidenti e coloro che ricercano la verità, e assolvendo mafiosi, politici corrotti e potenti collusi.

Nonostante il fumo gettato continuamente ci prodighiamo per mantenere gli occhi aperti.

Per fare il punto della situazione vi invitiamo a partecipare ai seguenti incontri, promossi dall'Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria e dal Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo, che si svolgeranno nello spazio antistante alla Pizzeria Impastato sulla SS113 al Km 288,800:

 

11 Settembre 2008

 

Ore 19.00

dibattito con  la partecipazione e gli interventi di Don Luigi Ciotti, Fulvio Vassallo Paleologo, Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi dell'Opera Nomadi Milano, Francesco Viviano de La Repubblica.

Ore 21.00-in collaborazione con Liberaterra e Cinemovel

LIBERO CINEMA IN LIBERA TERRA

proiezione del film La Terramadre. Sarà presente il regista Nello la Marca

 

 

 

12 Settembre 2008

 

Ore 20.30

dibattito con la partecipazione e gli interventi di Lirio Abbate, Antonio Ingroia,  Francesco La Licata, Umberto Santino e Giovanni Impastato.

 

Presentazione del libro "Chi ha paura muore ogni giorno" di Giuseppe Ayala. Sarà presente l'autore.

  

 

 

Per aderire basta inviare un'email all'indirizzo casamemoriaimpastato@gmail.com o all'indirizzo csdgi@tin.it


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Tentato suicidio

Date: domenica, 24 agosto 2008
Time: 17:49
In: cpt

Nel primo pomeriggio di sabato 23agosto, un recluso del Cpt di Torino ha tentato il suicidio.
Disperato, per le condizioni in cui il governo italiano lo sta costringendo a vivere, ha chiesto ripetutamente di ritornare nel suo paese natale in Marocco.
Ha detto a tutti che se non lo mandavano via, avrebbe tentato il suicidio e i poliziotti ed i volontari della Croce Rossa gli hanno risposto che a loro non "fregava" niente e che poteva pure ammazzarsi.
Il ragazzo è riuscito a trovare una corda, è andato nel cortile e ha provato ad impiccarsi.
Per fortuna gli altri detenuti lo hanno subito soccorso e sono riusciti a salvarlo.
Successivamente sono intervenuti anche gli infermieri della Cri.
Nel mentre la polizia ha bloccato i colloqui e ha rimadato a casa i parenti e gli amici che si erano presentati al Cpt per portare qualcosa ai detenuti.


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18 agosto

Date:
Time: 17:45
In: cpt

18 agosto. È da poco passata la mezzanotte quando una breve sommossa fa di nuovo tremare le gabbie del Cpt di corso Brunelleschi: è la prima volta, da quando, esattamente due settimane fa, oltre ai cancelli è arrivato l'esercito. Questa la cronaca, raccolta in diretta da alcuni antirazzisti solidali.

Durante la consegna serale della terapia un detenuto dell'area rossa fa notare all'infermiera di turno che gli sono stati consegnati dei farmaci sbagliati. Lei gli intima di smetterla di protestare e poi - come del resto pare sia abituata a fare - lo insulta un po'. La tensione sale fino a che l'infermiera non ordina a tutti di «mettersi in fila» e di andare a prendersi la terapia direttamente in infermeria. I reclusi dell'area rossa obbediscono. Il primo della fila è proprio il ragazzo che aveva discusso poco prima con l'infermiera: al riparo da occhi indiscreti viene pestato violentemente e - uscito dall'infermeria - cammina a fatica. È un poliziotto in particolare ad accanirsi su di lui, fino quasi a spaccargli una gamba.
A questo punto i detenuti iniziano ad urlare e a bruciare tutto quello che riescono. La polizia entra nel cortile e inizia a manganellare, ma sul momento viene respinta con un fitto lancio di oggetti. Anche l'area blu si unisce alla sommossa.
La polizia si schiera insieme ai militari fuori dalle gabbie. La tensione rimane alta per almeno un'ora, poi i poliziotti riescono a fare irruzione nelle gabbie per spegnere gli incendi e manganellare i prigionieri, mentre i soldati restano a guadare. Poi tornano fuori e si schierano di nuovo. Un ispettore, da oltre le grate, fa il giro a chiedere ai reclusi perché si sono rivoltati: la discussione che ha con alcuni dei detenuti scavalca le mura del Cpt, perché lei (è una donna, dalla voce) parla senza accorgersi che qualcuno ha il telefono acceso e dall'altra parte del filo gli antirazzisti solidali sono all'ascolto. I reclusi le raccontano delle provocazioni dell'infermiera e delle violenze del poliziotto in infermeria: «non è la prima volta, è successo anche l'altro giorno», le dicono. Lei non nega, perché sa benissimo cosa è successo quella sera e cosa succede abitualmente. Dice che parlerà con l'agente e con l'infermiera.
La rivolta è finita. Non ci sono contusi gravi, a parte il ragazzo picchiato all'inizio in infermeria, che non dovrebbe avere la gamba rotta, come invece sembrava all'inizio. La polizia fa il giro delle gabbie a fare la conta dei danni: a quanto si saprà più tardi i tavoli della mensa sono andati in fumo. Durante le due ore di rivolta, il centralino del Cpt è stato sommerso di telefonate di protesta fino a quando le linee non sono state interrotte.


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Basta alla discriminazione razziale.. La Valle di Susa dice NO alla xenofobia

Chi siamo?

Siamo donne e uomini abitanti in Valle di Susa che vivendo con crescente disagio il clima xenofobo e di caccia all’immigrato che si respira nel nostro paese nell'indifferenza collettiva. Quello che ci ha spinti ad autorganizzarci come Assemblea Antirazzista Valsusina è la volontà di dar voce a coloro che rifiutano questa situazione e vogliono mettere in pratica un modo diverso di vivere.

Aderenti

Spinta dal Bass
Spazio sociale Takuma
Gruppo Pace Valsusa
SerpeInSeno
Coop. Il Ponte
Rifondazione comunista circolo di Bussoleno e Avigliana
Laboratorio Zero
Associazione 3 febbraio
Presidio NO TAV Bruzolo
Comitato di lotta popolare
Socialismo rivoluzionario
ReCoSol
IndividualitĂ 

Ritrovo assemblea

Da decidersi

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