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Date: domenica, 16 novembre 2008 Dopo i fatti accaduti alla fiera di Avigliana Valsusantirazzista organizza x le ore 15 in piazza del popolo un pomeriggio di baratto solidale..porta anche tu quello che vuoi barattare |
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Date: venerdì, 14 novembre 2008 Chi ha ketto Luna Nuova avrà preso coscienza di ciò che è successo domenica alla fiera di Avigliana.
Spazio sociale Takuma |
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Aperitivo antirazzista ad Avigliana Date: sabato, 27 settembre 2008
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Date: venerdì, 26 settembre 2008 dalle ore 20.30 di giovedì 25/9 a orbassano presso il centro culturale di via dei mulini proiezione nazirock e camicie verdi. per info indymedia piemonte |
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Date: martedì, 09 settembre 2008 6 settembre. Seconda battuta di caccia all'Alpino, sabato mattina a |
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Una Bolzaneto rom a Bussolengo [Vr] Date:
Si erano fermati fuori del paese, vicino Verona, solo per mangiare. Sono stati picchiati, sequestrati e torturati dai carabinieri per ore. La loro testimonianza Venerdì 5 settembre 2008, ore 12. Tre famiglie parcheggiano le roulotte nel piazzale delle giostre a Bussolengo [Verona]. Le famiglie sono formate da Angelo e Sonia Campos con i loro cinque figli [quattro minorenni], dal figlio maggiorenne della coppia con la moglie e altri due minori, infine dal cognato Cristian Udorich con la sua compagna e i loro tre bambini. Tra le roulotte parcheggiate c’è già quella di Denis Rossetto, un loro amico. Sono tutti cittadini italiani di origine rom. Quello che accade dopo lo racconta Cristian, che ha trentotto anni ed è nato a San Giovanni Valdarno [Arezzo]. Cristian vive a Busto Arsizio [Varese] ed è un predicatore evangelista tra le comunità rom e sinte della Lombardia. Abbiamo parlato al telefono con lui grazie all’aiuto di Sergio Suffer dell’associazione Nevo Gipen [Nuova vita] di Brescia, che aderisce alla rete nazionale «Federazione rom e sinti insieme». La voce si incrina per l’emozione: «Hanno subito tentato di ammanettare Angelo – prosegue Cristian – Mia sorella, sconvolta, ha cominciato a chiedere aiuto urlando ‘non abbiamo fatto nulla’. Il carabiniere più basso ha cominciato allora a picchiare in testa mia sorella con pugni e calci fino a farla sanguinare. I bambini si sono messi a piangere. È intervenuto per difenderci anche Denis. ‘Stai zitta puttana’, ha urlato più volte uno dei carabinieri a mia figlia di nove anni. E mentre dicevano a me di farla stare zitta ‘altrimenti l’ammazziamo di botte’ mi hanno riempito di calci. A Marco, il figlio di nove anni di mia sorella, hanno spezzato tre denti… Subito dopo sono arrivate altre pattuglie: tra loro un uomo in borghese, alto circa un metro e settanta, calvo: lo chiamavano maresciallo. Sono riuscito a prendere il mio telefono, ricordo bene l’ora, le 14,05, e ho chiamato il 113 chiedendo disperato all’operatore di aiutarci perché alcuni carabinieri ci stavano picchiando. Con violenza mi hanno strappato il telefono e lo hanno spaccato. Angelo è riuscito a scappare. È stato fermato e arrestato, prima che riuscisse ad arrivare in questura. Io e la mia compagna, insieme a mia sorella, Angelo e due dei loro figli, di sedici e diciassette anni, siamo stati portati nella caserma di Bussolengo dei carabinieri». Continua il racconto Giorgio, che ha diciassette anni ed è uno dei figli di Angelo: «Un carabiniere ha immobilizzato me e mio fratello Michele, sedici anni. Hanno portato una bacinella grande, con cinque-sei litri di acqua. Ogni dieci minuti, per almeno un’ora, ci hanno immerso completamente la testa nel secchio per quindici secondi. Uno dei carabiniere in borghese ha filmato la scena con il telefonino. Poi un altro si è denudato e ha detto ‘fammi un bocchino’». Sabato mattina la prima udienza per direttissima contro i tre «accusati», che avevano evidenti difficoltà a camminare per le violenze. «Con molti familiari e amici siamo andati al tribunale di Verona – dice ancora Cristian – L’avvocato ci ha detto che potrebbero restare nel carcere di Verona per tre anni». Nel fine settimana la notizia appare su alcuni siti, in particolare Sucardrom.blogspot.com. La stampa nazionale e locale non scrive nulla, salvo l’Arena di Verona. La Camera del lavoro di Brescia e quella di Verona, hanno messo a disposizione alcuni avvocati per sostenere il lavoro di Nevo Gipen. |
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Date: venerdì, 05 settembre 2008 Giovedì 11/09 2008
ad Orbassano in piazza dei Caduti
dalle ore 18.30
si terrà un presidio contro la represione e per la libertà di dissentire.
Scenderemo in piazza per denunciare il fatto che un compagno dell'ereticollettivo e dell'assemblea antirazzista torinese è stato denunciato e multato pesantemente per dei volantini.
qualche giorno fa infatti mentre volantinava nel suo quartiere ***** è stato avvicinato da una volante che senza tanti complimenti lo ha trascinato in commissariato e trattenuto sotto minaccia di arresto 4 ore con apprezzamenti poco consoni alla situazione del tipo "adesso ti mandiamo in cina per farti vedere la libertà di informazione".
Rilasciato è stato denunciato per "oltraggio a corpo politico amministrativo e giudiziario" per il contenuto dei volantini che sostenevano che "la polizia ha picchiato dentro il cpt".
Denunciare ad alta voce le violenze della polizia evidentemente costituisce reato.
Noi non ci stiamo e chiediamo l'immediato ritiro di questa intimidazione, chiediamo l'assoluta libertà di manifestare il nostro dissenso in tutte le forme consentite, chiediamo che non venga sempre strumentalmente chiusa la bocca a chi tutti i giorni si muove contro tav, razzismo e oppressione.
Questa è una denuncia politica ed è con un'iniziativa di piazza pacifica ma altrettanto politica che vogliamo rispondere.
LA LIBERTA' DI DISSENTIRE NON SI TOCCA
I/le compagni/e dell'ereticollettivo di orbassano
durante la serata verranno raccolti fondi benefit multe e spese legali.
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Date:
"EMERGENZA NAZIONALE" contro il fascismo e la politica mafiosa
La "minaccia" costituita dai flussi di migrazione pare non dare riposo al nuovo governo, che ne approfitta per applicare provvedimenti fascisti e incoraggiare la diffusione di comportamenti e idee razziste. Si moltiplicano le aggressioni e gli abusi di potere nei confronti degli immigrati, condotti anche da uomini in divisa, che calpestano prima dei diritti altrui la propria coscienza civile. E a che punto sono le analisi e la lotta contro le mafie? Sono delle emergenze delittuose, controllabili con gli arresti di boss e gregari, o sempre più fenomeni radicati in un contesto sociale e politico quanto mai ospitale, in Sicilia, nelle regioni meridionali e nell'intero Paese? Da cosa nascono il potere e il consenso di Berlusconi e di molti altri, più o meno coinvolti in rapporti con le mafie? Tutto lascia pensare che la giustizia, nei piani piduisti di chi governa, dovrà essere un'arma di controllo, puntata contro i più deboli, i dissidenti e coloro che ricercano la verità, e assolvendo mafiosi, politici corrotti e potenti collusi. Nonostante il fumo gettato continuamente ci prodighiamo per mantenere gli occhi aperti. Per fare il punto della situazione vi invitiamo a partecipare ai seguenti incontri, promossi dall'Associazione Peppino Impastato-Casa Memoria e dal Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo, che si svolgeranno nello spazio antistante alla Pizzeria Impastato sulla SS113 al Km 288,800:
11 Settembre 2008
Ore 19.00 dibattito con la partecipazione e gli interventi di Don Luigi Ciotti, Fulvio Vassallo Paleologo, Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi dell'Opera Nomadi Milano, Francesco Viviano de La Repubblica. Ore 21.00-in collaborazione con Liberaterra e Cinemovel LIBERO CINEMA IN LIBERA TERRA proiezione del film La Terramadre. Sarà presente il regista Nello la Marca
12 Settembre 2008
Ore 20.30 dibattito con la partecipazione e gli interventi di Lirio Abbate, Antonio Ingroia, Francesco La Licata, Umberto Santino e Giovanni Impastato.
Presentazione del libro "Chi ha paura muore ogni giorno" di Giuseppe Ayala. Sarà presente l'autore.
Per aderire basta inviare un'email all'indirizzo casamemoriaimpastato@gmail.com o all'indirizzo csdgi@tin.it |
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Date: domenica, 24 agosto 2008 Nel primo pomeriggio di sabato 23agosto, un recluso del Cpt di Torino ha tentato il suicidio.
Disperato, per le condizioni in cui il governo italiano lo sta costringendo a vivere, ha chiesto ripetutamente di ritornare nel suo paese natale in Marocco. Ha detto a tutti che se non lo mandavano via, avrebbe tentato il suicidio e i poliziotti ed i volontari della Croce Rossa gli hanno risposto che a loro non "fregava" niente e che poteva pure ammazzarsi. Il ragazzo è riuscito a trovare una corda, è andato nel cortile e ha provato ad impiccarsi. Per fortuna gli altri detenuti lo hanno subito soccorso e sono riusciti a salvarlo. Successivamente sono intervenuti anche gli infermieri della Cri. Nel mentre la polizia ha bloccato i colloqui e ha rimadato a casa i parenti e gli amici che si erano presentati al Cpt per portare qualcosa ai detenuti. |
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Date: 18 agosto. È da poco passata la mezzanotte quando una breve sommossa fa di nuovo tremare le gabbie del Cpt di corso Brunelleschi: è la prima volta, da quando, esattamente due settimane fa, oltre ai cancelli è arrivato l'esercito. Questa la cronaca, raccolta in diretta da alcuni antirazzisti solidali.
Durante la consegna serale della terapia un detenuto dell'area rossa fa notare all'infermiera di turno che gli sono stati consegnati dei farmaci sbagliati. Lei gli intima di smetterla di protestare e poi - come del resto pare sia abituata a fare - lo insulta un po'. La tensione sale fino a che l'infermiera non ordina a tutti di «mettersi in fila» e di andare a prendersi la terapia direttamente in infermeria. I reclusi dell'area rossa obbediscono. Il primo della fila è proprio il ragazzo che aveva discusso poco prima con l'infermiera: al riparo da occhi indiscreti viene pestato violentemente e - uscito dall'infermeria - cammina a fatica. È un poliziotto in particolare ad accanirsi su di lui, fino quasi a spaccargli una gamba. |
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Blog description Basta alla discriminazione razziale.. La Valle di Susa dice NO alla xenofobia Chi siamo? Siamo donne e uomini abitanti in Valle di Susa che vivendo con crescente disagio il clima xenofobo e di caccia all’immigrato che si respira nel nostro paese nell'indifferenza collettiva. Quello che ci ha spinti ad autorganizzarci come Assemblea Antirazzista Valsusina è la volontà di dar voce a coloro che rifiutano questa situazione e vogliono mettere in pratica un modo diverso di vivere. Aderenti Spinta dal Bass Ritrovo assemblea Da decidersi Prossime iniziative 23/12/2008 BARATTO SOLIDALE Galleria immagini Counter *loading* Categories
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